GIORNATA DEL FIOCCHETTO LILLA CONTRO I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE 15 MARZO

Non scriverò quello che è giusto o sbagliato mangiare questa volta, non insegnerò come nutrirsi in maniera più o meno corretta. Questo Post lo dedico all’ascolto di una problematica, all’aver coraggio di chiedere aiuto. Ciò risulta delle volte più complicato rispetto all’attuare la soluzione di un problema: delle volte è più difficile riconoscere di aver il problema. Affidiamoci agli altri, parliamo e confidiamo ciò che ci turba, apriamo mente e cuore e anche il nostro benessere fisico ne risentirà, oltre che quello psicologico.

Pancia e Mente sono collegate, ”l’intestino è il secondo cervello”(Michael D. Gershon, biologo cellulare, Columbia University): cerchiamo di trovare l’equilibrio tra i due e di non metterli in conflitto.

Non vogliono essere parole, ma incoraggiamenti. E’ importante cercare qualcuno che ascolta e che aiuti a scoprire il coraggio di non ‘dare peso’ ai grammi della pasta, all’etto di addome in più e alla sofferenza che si trova nella mente.

Parlare con amici, familiari, professionisti e psicologi, mettersi in ascolto e chiedere ‘che cosa posso fare?’ è il passo fondamentale, il passo più importante per continuare a vivere. Parlate, parlate, parlate.

 

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Luteina contro la degenerazione maculare senile

Donna

La vista è molto importante anche passati i 50 anni!

La degenerazione maculare senile indica una malattia retinica che provoca un’alterazione, una riduzione della funzionalità della zona centrale della retina (la macula) fino a una perdita della visione centrale.

Ovviamente in questa sede non parlerò di tipologie di degenerazione e cure, quello lo lascio a medici oftalmologi.
Resto nel mio campo di studi e parliamo di prevenzione attraverso una corretta nutrizione. 

Recenti studi parlano dell’importanza dell’assunzione di luteina. Questa sostanza non è sintetizzabile da parte dell’organismo e quindi il nostro corpo se la deve procurare attraverso l’alimentazione. Per far ciò bisogna integrarla con cibi ricchi di questa sostanza, come:

  • verdure a foglia verde
  • cavolo verde
  • prezzemolo
  • spinaci crudi
  • broccoli
  • cavolini di Bruxelles
  • lattuga
  • piselli
  • fagiolini
  • mais
  • carote crude
  • pomodori
  • alghe alga(quest’ultime stanno entrando solo negli ultimi tempi nella nostra alimentazione quotidiana. Sono molto ricche di luteina e di altri alimenti e ne approfondiremo più avanti le qualità per imparare ad apprezzarle nutrizionalmente parlando)

 

Come scrive Filippo Cruciani, professore aggregato di Oftalmologia dell’Università La Sapienza di Roma:

La luteina svolge un’importante funzione per la vista. Quando la assumiamo si concentra soprattutto nella macula; qui esercita un’azione antiossidante, va a combattere i radicali liberi e di conseguenza le malattie legate all’invecchiamento. La luteina forma anche i “pigmenti maculari”, ossia i filtri che bloccano la strada alle radiazioni nocive, che riconosce proprio nell’eccessiva esposizione alla luce abbagliante del sole uno dei principali fattori di rischio per la degenerazione della macula. […] In minore quantità, la luteina è presente anche nel cristallino dove parrebbe in grado di contrastare la cataratta, malattia dovuta proprio all’offuscamento di quest’ultimo.

Quindi come prevenzione verso queste patologie oculari nella propria dieta la luteina non può mancare, ma va affiancata anche ad altri antiossidanti come vitamine C ed E, coenzima Q10, licopene, selenio, … e da minerali quali zinco e rame.Concludendo per essere efficace la quantità di luteina giornaliera che dovrebbe essere assunta è di 6 mg (circa 50 g di spinaci crudi). Secondo uno studio condotto dalla Linköping University (Svezia) pubblicato su Food Chemistry riguardo il miglior metodo di assunzione di luteina presente negli spinaci, il risultato è stato il seguente: bere frullati di spinaci.
Dal momento che questa sostanza si scioglie nel grasso, il frullato con una parte vegetale e un’altra di latte o yogurt aumenta la disponibilità di luteina. Se invece vogliamo scegliere di mangiare spinaci come un normale secondo è importante se si presta attenzione alla cottura delle verdure. Parlando di carotenoidi la scelta migliore sarebbe stufarle, ovvero padella con poca acqua se non assente e lasciare che siano le verdure a rilasciare quella che possiedono, fuoco bassissimo e tempo di cottura breve. Cottura prolungata e alte temperature tendono a distruggere i carotenoidi. Diversamente mangiare queste verdure crude limitano l’assorbimento di luteina da parte dell’organismo.
Abbiate cura dei vostri occhi!
Un bacio! 

Canditi si o canditi no?

Jpeg

Come ogni anno arriva Natale.
Come ogni anno c’è la scelta: pandoro o panettone?
Come ogni anno parte la “discussione”: panettone con o senza … canditi?

Canditi amati e odiati. Con le dita che si assottigliano, anche se le mani sono da muratore bergamasco. Cerca di toglierli fino alla briciola più piccola. Sbuffando, mentre si tenta di scovarli con lo sguardo, inclinando testa e fetta. Questi infidi esserini che osano essere dello stesso colore della pasta. Infine, tu che rassetti a fine pranzo ti ritrovi il mucchietto sul piattino dell’invitato che non li voleva nel panettone. Accidenti hai sbagliato anche quest’anno!

Ma cosa sono i canditi?

La canditura è un metodo di conservazione di parti di piante commestibili (perché si può candire anche la verdura) mediante immersione in uno sciroppo di zucchero. Nella preparazione avviene uno scambio tra frutta e sciroppo; la prima perde una parte di acqua e trattiene una parte di zucchero dato dallo sciroppo. Questo processo si chiama osmosi.

Nelle culture arcaiche della Cina e della Mesopotamia conoscevano la conservazione mediante zuccheri come sciroppo di palma e miele. Nell’antichità spesso era l’unico metodo di conservazione conosciuto; addirittura gli antichi Romani conservavano il pesce immergendolo nel miele.

I veri precursori della canditura moderna sono gli arabi; essi servivano agrumi e rose candite durante i loro banchetti più importanti. Per questo motivo il termine “candire” deriva dall’arabo qandat, trascrizione della parola sanscrita khandakah (= zucchero). In Europa i canditi arrivano solo nel ‘500, grazie alla precedente dominazione araba. In Italia, come ben sappiamo, diventano un ingrediente cardine di alcuni dei dolci più famosi: panettone milanese e cassata siciliana.

Fonte:
Tradizione in evoluzione – Leonardo di Carlo – Ed. 2013

 

Se siete interessati a come si esegue chiedetemi pure.

Parlando invece degli elementi nutrizionali che li compongono … beh penso che con un semplice grafico possa spiegare tutto in modo immediato.

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La quantità di saccarosio (per intenderci parliamo dello zucchero semolato), glucosio e fruttosio già presente nella frutta, aumenta con la perdita dell’acqua e l’acquisizione degli zuccheri dello sciroppo utilizzato per la canditura.

Gli altri elementi come vitamine e minerali tra calore e lavorazione diminuiscono drasticamente; le quantità diventano quasi ininfluenti.

La frutta candita è abbastanza calorica. Mediamente siamo sui 322kcal per 100 g; si parla di media perché ci sono delle variazioni a seconda del tipo di frutta usata (le ciliegie candite contengono 306 kcal per 100 g di prodotto, mentre l’arancia 313 kcal).

La presenza di molto zucchero facilita la conservazione del prodotto, ma lo rende inadatto a diabetici o persone con problemi di obesità.

D’altra parte sono ottimi durante l’attività sportiva grazie all’alto contenuto di zuccheri semplici! 😀

RAFFREDDORE e MAL DI GOLA? Miele, Curcuma e Cannella!

Come utilizzare il potere della natura contro i malanni del cambiamento di stagione? Ecco un rimedio naturale :

Procurati: 50-100 gr di miele / 1 cucchiaino di Curcuma in polvere / mezzo cucchiaino di cannella in polvere

Miscela bene tutti gli ingredienti e conservali in un barattolo di vetro. E’ consigliabile consumarlo entro 3-4 giorni.

Assumerne un cucchiaino 2-3 volte al giorno insieme a una tisana calda di zenzero.

Da sempre la saggezza popolare ci dice che contro la tosse non c`è niente di meglio di un cucchiaio di MIELE. Il miele ha inoltre effetti antimicrobici e antiossidanti.

Per aumentare le proprietà del miele è possibile unirlo al potere antinfiammatorio della CURCUMA e riscaldante della CANNELLA.

Il mix di questi 3 ingredienti uniti ad una tisana calda di zenzero favorisce le naturali difese dell’organismo, e l’attività della flora batterica.

Giornata Mondiale dell’Alimentazione

Ricorre oggi, 16 ottobre, la giornata mondiale dell’alimentazione, istituita nel 1979 dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

Il titolo dell’edizione di quest’anno è “#famezero entro il 2030”, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso il problema della fame nel mondo, che affligge oltre 821 milioni di persone. Tra queste, 7 su 10 vivono in aree rurali e lavorano in agricoltura, mentre 1 morte infantile su 2 è legate a problemi di denutrizione.

«Un corretta gestione delle risorse è possibile – spiega Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine dei Biologi –. I biologi promuovono costantemente pratiche di buona salute che siano rispettose della stagionalità dei prodotti e che non comportino lo sfruttamento e il deterioramento del suolo agricolo. Mangiare i prodotti della nostra terra, fa bene all’uomo e all’intero ecosistema».

Per l’occasione, la Farnesina ha organizzato una conferenza internazionale, il 12 ottobre scorso, durante la quale ha presentato delle linee guida da distribuire ai cittadini per incentivare la riduzione degli sprechi alimentari e pratiche agricole che siano più rispettose dell’ambiente in cui abitiamo. «La coltivazione e la diversificazione dei raccolti – spiegano i referenti della Fao – dovrebbero essere due punti cruciali per affrontare una popolazione mondiale in crescita, che si prevede possa raggiungere i 9 miliardi nel 2050. Il cibo sano può essere cucinato in modo rapido e semplice, utilizzando solo pochi ingredienti e seguendo ricette sostenibili».

E la Pasta va bene?

La pasta fa ingrassare?
NO. E’ è un mito da sfatare: in un’alimentazione equilibrata le fonti di carboidrati, tra cui troviamo pasta e pane, sono nutrienti fondamentali. L’importante è sceglierli di qualità e soprattutto rispettare le porzioni che soddisfino i propri fabbisogni scegliendo i condimenti con minore tenore di grassi.
Qual è il profilo nutrizionale della pasta?
La pasta è un prodotto che si ottiene dalla farina di grano duro: ha una prevalenza glucidica (circa 87%), con un tenore proteico modesto (circa 12%) con amminoacidi a medio valore biologico e con un contenuto di lipidi totali praticamente trascurabile. Le vitamine contenute sono essenzialmente quelle idrosolubili (vitamina B3 e PP), che diminuiscono man mano che aumenta il grado di raffinazione della farina, così come quello di sali minerali (Mg, K, Fe). L’apporto di fibra è maggiore nella pasta integrale. Una porzione di riferimento di pasta secca (80 g) contiene circa 300 kcal senza condimento, oppure semplicemente con le verdure; 370 kcal se condita con burro; 450 kcal condita con il ragù, 580 kcal se alla carbonara. Quindi il segreto è preferire condimenti semplici, usando pochi grassi e aggiunte per poter godere di un piatto di pasta senza avere sensi di colpa.

Si dimagrisce con la pasta senza glutine?

La pasta senza glutine è un prodotto alimentare a fini speciali, ideato appositamente per coloro che soffrono di celiachia e che come unica forma terapeutica sono obbligati a eliminare il glutine dalla propria alimentazione. Paragonandole, le due tipologie di pasta hanno una quantità calorica totalmente sovrapponibile,  ma nulla toglie che risulti una valida alternativa al nostro primo piatto tradizionale con un gusto diverso e un minor senso di gonfiore.

E invece la pasta con cereali alternativi come kamut, riso, farro e mais?
Al giorno d’oggi è possibile trovare in commercio numerose varianti della pasta, ottenute a partire da sfarinati di varia origine: kamut, farro, riso, mais, quinoa, grano saraceno. Queste tipologie di pasta hanno una composizione che rispecchia quella delle farine da cui sono ottenute, presentando tendenzialmente più proteine, vitamine, sali e fibre. Possono essere una valida alternativa alla pasta tradizionale e possono esserlo nell’ambito di una dieta equilibrata e variata. Il piatto sopra ne è un esempio: pasta di mais bianco con ragù di carne bianca e funghi porcini: un vero diletto per il palato!

Meglio pasta tradizionale o integrale? Quali sono i benefici di quella integrale?

La pasta integrale è ottenuta a partire dalla lavorazione di semole integrali di grano duro. Dal punto di vista nutrizionale la pasta integrale non si differenzia molto da quella tradizionale: presenta un leggero aumento del contenuto proteico e ci sono maggiori quantità di vitamine idrosolubili, sali, ma soprattutto di fibra alimentare, mentre l’apporto calorico è similare. È proprio per la presenza della fibra che spesso si consiglia il consumo di pasta integrale anziché quella tradizionale: la fibra conferisce alla pasta un maggior potere saziante e rallenta l’assorbimento degli zuccheri e degli altri nutrienti permettendo di mantenere una glicemia stabile.

Per la digeribilità e per le proprietà nutritive, meglio la pasta “al dente” o un po’ oltre cottura?
Per la favorire la digestione la pasta andrebbe consumata leggermente al dente. La maggior digeribilità è data dal fatto che durante la cottura la rete di glutine trattiene al proprio interno i granuli di amido, fatto che si traduce con una sua più graduale assimilazione. Questo è fondamentale: infatti più prolungata sarà la digestione dei carboidrati da parte degli enzimi e più lenta la successiva assimilazione, minori saranno i conseguenti picchi glicemici. Al contrario un lungo tempo di cottura causa il progressivo rilascio dell’amido nell’acqua di cottura, lasciando alla pasta una consistenza collosa. La digestione dei carboidrati inizia nella bocca, ma questo aspetto colloso comporta un più rapido transito della pasta che permette agli enzimi salivari di “attaccare” i carboidrati e digerirli. Gli enzimi gastrici avranno poi un sovraccarico di lavoro per digerire l’intera massa. C’è da dire che la pasta non deve essere neppure eccessivamente cruda, perché in tal caso i granuli di amido contenuti nella parte più interna (la cosiddetta “anima”) rimarrebbero intatti e non digeribili. Serve una via di mezzo!

Un piatto di pasta può rappresentare un pasto completo?

Se condita in maniera appropriata, un piatto di pasta può essere un perfetto piatto unico e completo che, se accompagnato da una porzione di verdura, può essere tranquillamente consumato sia a pranzo che a cena. Tra i condimenti da preferire ci sono sicuramente i legumi che, insieme alla pasta, formano un piatto unico valido e completo: pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie. Anche con un sugo di pesce o di carne magra la pasta assume un alto profilo nutrizionale, scegliere i giusti sughi però è il passo cruciale: diffidare dai sughi pronti e da preparazioni precotte, controllare sempre le etichette per assicurarsi che non vi siano contenute eccessive quantità di grassi e di sale.

Prodotto in Castelfranco Veneto – Pasta senza Glutine – Magnatera0

 

 

Cambio di stagione, i 12 alimenti alleati del buonumore

Dal latte alle mandorle, passando per il tonno e le banane. Un consiglio è quello di assumere i 12 alimenti alleati del buonumore messo a rischio dal cambio di stagione. Quello che stiamo attraversando è infatti un periodo che può procurare a molti mancanza di energia, spossatezza, sonnolenza, malinconia e riduzione della produttività. Ben venga quindi una dieta che contenga ‘i cibi utili’, ossia ricchi di vitamine del gruppo B, ferro, zinco, potassio e magnesio.

Il latte, come tutti i latticini contribuiscono ad attenuare insonnia e nervosismo. La frutta secca è ricca di magnesio, vero scudo contro la stanchezza fisica e mentale. L’uva è un toccasana per l’umore, ricca di vitamina D, vitamina E, zinco e Omega 3. La pasta è ricca di triptofano, precursore della serotonina, l’ormone che regola l’umore. Le banane, ricche di potassio e magnesio, contengono anche il cromo, una sostanza che aiuta a regolare la serotonina. Salmone e tonno sono ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che vanno ad agire sulla serotonina; anche nelle conserve in scatola, sono un vero antidepressivo naturale che va a regolare gli sbalzi d’umore. La carne di pollo è ricca di proteine, con pochi grassi e grazie alla vitamina B6 contrasta malumore e stanchezza. La bresaola ha proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali ed è povera di grassi ed è una buona fonte di triptofano. Il cioccolato è un ottimo cibo antidepressivo e aiuta a ridurre lo stress. L’avena contiene zinco utile a contrastare la fatica e la perdita di energia. Il miele ha proprietà antibatteriche e cicatrizzanti e favorisce la calma. Le lenticchie, infine, sono versatili e nutrienti, con ferro, potassio e fosforo. (ANSA).

Cambio di stagione, i 12 alimenti alleati del buonumore

Dal latte alle mandorle, passando per il tonno e le banane. Un consiglio è quello di assumere i 12 alimenti alleati del buonumore messo a rischio dal cambio di stagione. Quello che stiamo attraversando è infatti un periodo che può procurare a molti mancanza di energia, spossatezza, sonnolenza, malinconia e riduzione della produttività. Ben venga quindi una dieta che contenga ‘i cibi utili’, ossia ricchi di vitamine del gruppo B, ferro, zinco, potassio e magnesio.

Il latte, come tutti i latticini contribuiscono ad attenuare insonnia e nervosismo. La frutta secca è ricca di magnesio, vero scudo contro la stanchezza fisica e mentale. L’uva è un toccasana per l’umore, ricca di vitamina D, vitamina E, zinco e Omega 3. La pasta è ricca di triptofano, precursore della serotonina, l’ormone che regola l’umore. Le banane, ricche di potassio e magnesio, contengono anche il cromo, una sostanza che aiuta a regolare la serotonina. Salmone e tonno sono ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che vanno ad agire sulla serotonina; anche nelle conserve in scatola, sono un vero antidepressivo naturale che va a regolare gli sbalzi d’umore. La carne di pollo è ricca di proteine, con pochi grassi e grazie alla vitamina B6 contrasta malumore e stanchezza. La bresaola ha proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali ed è povera di grassi ed è una buona fonte di triptofano. Il cioccolato è un ottimo cibo antidepressivo e aiuta a ridurre lo stress. L’avena contiene zinco utile a contrastare la fatica e la perdita di energia. Il miele ha proprietà antibatteriche e cicatrizzanti e favorisce la calma. Le lenticchie, infine, sono versatili e nutrienti, con ferro, potassio e fosforo. (ANSA).

 

 

Il Mapo

Il Mapo è un frutto ottenuto dall’incrocio tra pompelmo e mandarino e cresce in zone dal clima caldo e subtropicale. Dal gradevole sapore acido, è ricco di proprietà e adatto ad una dieta dimagrante.

Il Mapo è ipocalorico (solo 31 calorie ogni 100 gr), ha abbondante presenza di vitamina C e vitamina A e del gruppo B. E’ ricco soprattutto di potassio, ferro, iodio, magnesio e acido folico e la presenza di iodio lo rende un valido alleato per i principali problemi connessi alla tiroide. Con pochi zuccheri può essere consumato dai diabetici.

Grazie alla presenza dei flavonoidi, combatte l’invecchiamento cellulare e previene la formazione dei radicali liberi, agisce contro le principali infiammazioni, rinforzando anche il sistema immunitario in vista dei malanni di stagione. Con il suo apporto di Vitamina C è anticellulite: la vitamina C aiuta infatti il drenaggio dei liquidi e favorisce la produzione di collagene, mantenendo la pelle elastica e tonica e combattendo il fastidioso problema della ritenzione idrica!

E’ un frutto anche rilassante: agisce contro i disturbi del sonno, migliorandone la qualità e tenendo a bada l’insonnia e, infine, è adatto per contrastare il colesterolo e abbassando la pressione sanguigna aiuta la circolazione 😉 .