Canditi si o canditi no?

Jpeg

Come ogni anno arriva Natale.
Come ogni anno c’è la scelta: pandoro o panettone?
Come ogni anno parte la “discussione”: panettone con o senza … canditi?

Canditi amati e odiati. Con le dita che si assottigliano, anche se le mani sono da muratore bergamasco. Cerca di toglierli fino alla briciola più piccola. Sbuffando, mentre si tenta di scovarli con lo sguardo, inclinando testa e fetta. Questi infidi esserini che osano essere dello stesso colore della pasta. Infine, tu che rassetti a fine pranzo ti ritrovi il mucchietto sul piattino dell’invitato che non li voleva nel panettone. Accidenti hai sbagliato anche quest’anno!

Ma cosa sono i canditi?

La canditura è un metodo di conservazione di parti di piante commestibili (perché si può candire anche la verdura) mediante immersione in uno sciroppo di zucchero. Nella preparazione avviene uno scambio tra frutta e sciroppo; la prima perde una parte di acqua e trattiene una parte di zucchero dato dallo sciroppo. Questo processo si chiama osmosi.

Nelle culture arcaiche della Cina e della Mesopotamia conoscevano la conservazione mediante zuccheri come sciroppo di palma e miele. Nell’antichità spesso era l’unico metodo di conservazione conosciuto; addirittura gli antichi Romani conservavano il pesce immergendolo nel miele.

I veri precursori della canditura moderna sono gli arabi; essi servivano agrumi e rose candite durante i loro banchetti più importanti. Per questo motivo il termine “candire” deriva dall’arabo qandat, trascrizione della parola sanscrita khandakah (= zucchero). In Europa i canditi arrivano solo nel ‘500, grazie alla precedente dominazione araba. In Italia, come ben sappiamo, diventano un ingrediente cardine di alcuni dei dolci più famosi: panettone milanese e cassata siciliana.

Fonte:
Tradizione in evoluzione – Leonardo di Carlo – Ed. 2013

 

Se siete interessati a come si esegue chiedetemi pure.

Parlando invece degli elementi nutrizionali che li compongono … beh penso che con un semplice grafico possa spiegare tutto in modo immediato.

canditi_tab

La quantità di saccarosio (per intenderci parliamo dello zucchero semolato), glucosio e fruttosio già presente nella frutta, aumenta con la perdita dell’acqua e l’acquisizione degli zuccheri dello sciroppo utilizzato per la canditura.

Gli altri elementi come vitamine e minerali tra calore e lavorazione diminuiscono drasticamente; le quantità diventano quasi ininfluenti.

La frutta candita è abbastanza calorica. Mediamente siamo sui 322kcal per 100 g; si parla di media perché ci sono delle variazioni a seconda del tipo di frutta usata (le ciliegie candite contengono 306 kcal per 100 g di prodotto, mentre l’arancia 313 kcal).

La presenza di molto zucchero facilita la conservazione del prodotto, ma lo rende inadatto a diabetici o persone con problemi di obesità.

D’altra parte sono ottimi durante l’attività sportiva grazie all’alto contenuto di zuccheri semplici! 😀

Annunci

RAFFREDDORE e MAL DI GOLA? Miele, Curcuma e Cannella!

Come utilizzare il potere della natura contro i malanni del cambiamento di stagione? Ecco un rimedio naturale :

Procurati: 50-100 gr di miele / 1 cucchiaino di Curcuma in polvere / mezzo cucchiaino di cannella in polvere

Miscela bene tutti gli ingredienti e conservali in un barattolo di vetro. E’ consigliabile consumarlo entro 3-4 giorni.

Assumerne un cucchiaino 2-3 volte al giorno insieme a una tisana calda di zenzero.

Da sempre la saggezza popolare ci dice che contro la tosse non c`è niente di meglio di un cucchiaio di MIELE. Il miele ha inoltre effetti antimicrobici e antiossidanti.

Per aumentare le proprietà del miele è possibile unirlo al potere antinfiammatorio della CURCUMA e riscaldante della CANNELLA.

Il mix di questi 3 ingredienti uniti ad una tisana calda di zenzero favorisce le naturali difese dell’organismo, e l’attività della flora batterica.

Giornata Mondiale dell’Alimentazione

Ricorre oggi, 16 ottobre, la giornata mondiale dell’alimentazione, istituita nel 1979 dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

Il titolo dell’edizione di quest’anno è “#famezero entro il 2030”, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso il problema della fame nel mondo, che affligge oltre 821 milioni di persone. Tra queste, 7 su 10 vivono in aree rurali e lavorano in agricoltura, mentre 1 morte infantile su 2 è legate a problemi di denutrizione.

«Un corretta gestione delle risorse è possibile – spiega Vincenzo D’Anna, presidente dell’Ordine dei Biologi –. I biologi promuovono costantemente pratiche di buona salute che siano rispettose della stagionalità dei prodotti e che non comportino lo sfruttamento e il deterioramento del suolo agricolo. Mangiare i prodotti della nostra terra, fa bene all’uomo e all’intero ecosistema».

Per l’occasione, la Farnesina ha organizzato una conferenza internazionale, il 12 ottobre scorso, durante la quale ha presentato delle linee guida da distribuire ai cittadini per incentivare la riduzione degli sprechi alimentari e pratiche agricole che siano più rispettose dell’ambiente in cui abitiamo. «La coltivazione e la diversificazione dei raccolti – spiegano i referenti della Fao – dovrebbero essere due punti cruciali per affrontare una popolazione mondiale in crescita, che si prevede possa raggiungere i 9 miliardi nel 2050. Il cibo sano può essere cucinato in modo rapido e semplice, utilizzando solo pochi ingredienti e seguendo ricette sostenibili».

E la Pasta va bene?

La pasta fa ingrassare?
NO. E’ è un mito da sfatare: in un’alimentazione equilibrata le fonti di carboidrati, tra cui troviamo pasta e pane, sono nutrienti fondamentali. L’importante è sceglierli di qualità e soprattutto rispettare le porzioni che soddisfino i propri fabbisogni scegliendo i condimenti con minore tenore di grassi.
Qual è il profilo nutrizionale della pasta?
La pasta è un prodotto che si ottiene dalla farina di grano duro: ha una prevalenza glucidica (circa 87%), con un tenore proteico modesto (circa 12%) con amminoacidi a medio valore biologico e con un contenuto di lipidi totali praticamente trascurabile. Le vitamine contenute sono essenzialmente quelle idrosolubili (vitamina B3 e PP), che diminuiscono man mano che aumenta il grado di raffinazione della farina, così come quello di sali minerali (Mg, K, Fe). L’apporto di fibra è maggiore nella pasta integrale. Una porzione di riferimento di pasta secca (80 g) contiene circa 300 kcal senza condimento, oppure semplicemente con le verdure; 370 kcal se condita con burro; 450 kcal condita con il ragù, 580 kcal se alla carbonara. Quindi il segreto è preferire condimenti semplici, usando pochi grassi e aggiunte per poter godere di un piatto di pasta senza avere sensi di colpa.

Si dimagrisce con la pasta senza glutine?

La pasta senza glutine è un prodotto alimentare a fini speciali, ideato appositamente per coloro che soffrono di celiachia e che come unica forma terapeutica sono obbligati a eliminare il glutine dalla propria alimentazione. Paragonandole, le due tipologie di pasta hanno una quantità calorica totalmente sovrapponibile,  ma nulla toglie che risulti una valida alternativa al nostro primo piatto tradizionale con un gusto diverso e un minor senso di gonfiore.

E invece la pasta con cereali alternativi come kamut, riso, farro e mais?
Al giorno d’oggi è possibile trovare in commercio numerose varianti della pasta, ottenute a partire da sfarinati di varia origine: kamut, farro, riso, mais, quinoa, grano saraceno. Queste tipologie di pasta hanno una composizione che rispecchia quella delle farine da cui sono ottenute, presentando tendenzialmente più proteine, vitamine, sali e fibre. Possono essere una valida alternativa alla pasta tradizionale e possono esserlo nell’ambito di una dieta equilibrata e variata. Il piatto sopra ne è un esempio: pasta di mais bianco con ragù di carne bianca e funghi porcini: un vero diletto per il palato!

Meglio pasta tradizionale o integrale? Quali sono i benefici di quella integrale?

La pasta integrale è ottenuta a partire dalla lavorazione di semole integrali di grano duro. Dal punto di vista nutrizionale la pasta integrale non si differenzia molto da quella tradizionale: presenta un leggero aumento del contenuto proteico e ci sono maggiori quantità di vitamine idrosolubili, sali, ma soprattutto di fibra alimentare, mentre l’apporto calorico è similare. È proprio per la presenza della fibra che spesso si consiglia il consumo di pasta integrale anziché quella tradizionale: la fibra conferisce alla pasta un maggior potere saziante e rallenta l’assorbimento degli zuccheri e degli altri nutrienti permettendo di mantenere una glicemia stabile.

Per la digeribilità e per le proprietà nutritive, meglio la pasta “al dente” o un po’ oltre cottura?
Per la favorire la digestione la pasta andrebbe consumata leggermente al dente. La maggior digeribilità è data dal fatto che durante la cottura la rete di glutine trattiene al proprio interno i granuli di amido, fatto che si traduce con una sua più graduale assimilazione. Questo è fondamentale: infatti più prolungata sarà la digestione dei carboidrati da parte degli enzimi e più lenta la successiva assimilazione, minori saranno i conseguenti picchi glicemici. Al contrario un lungo tempo di cottura causa il progressivo rilascio dell’amido nell’acqua di cottura, lasciando alla pasta una consistenza collosa. La digestione dei carboidrati inizia nella bocca, ma questo aspetto colloso comporta un più rapido transito della pasta che permette agli enzimi salivari di “attaccare” i carboidrati e digerirli. Gli enzimi gastrici avranno poi un sovraccarico di lavoro per digerire l’intera massa. C’è da dire che la pasta non deve essere neppure eccessivamente cruda, perché in tal caso i granuli di amido contenuti nella parte più interna (la cosiddetta “anima”) rimarrebbero intatti e non digeribili. Serve una via di mezzo!

Un piatto di pasta può rappresentare un pasto completo?

Se condita in maniera appropriata, un piatto di pasta può essere un perfetto piatto unico e completo che, se accompagnato da una porzione di verdura, può essere tranquillamente consumato sia a pranzo che a cena. Tra i condimenti da preferire ci sono sicuramente i legumi che, insieme alla pasta, formano un piatto unico valido e completo: pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie. Anche con un sugo di pesce o di carne magra la pasta assume un alto profilo nutrizionale, scegliere i giusti sughi però è il passo cruciale: diffidare dai sughi pronti e da preparazioni precotte, controllare sempre le etichette per assicurarsi che non vi siano contenute eccessive quantità di grassi e di sale.

Prodotto in Castelfranco Veneto – Pasta senza Glutine – Magnatera0

 

 

Cambio di stagione, i 12 alimenti alleati del buonumore

Dal latte alle mandorle, passando per il tonno e le banane. Un consiglio è quello di assumere i 12 alimenti alleati del buonumore messo a rischio dal cambio di stagione. Quello che stiamo attraversando è infatti un periodo che può procurare a molti mancanza di energia, spossatezza, sonnolenza, malinconia e riduzione della produttività. Ben venga quindi una dieta che contenga ‘i cibi utili’, ossia ricchi di vitamine del gruppo B, ferro, zinco, potassio e magnesio.

Il latte, come tutti i latticini contribuiscono ad attenuare insonnia e nervosismo. La frutta secca è ricca di magnesio, vero scudo contro la stanchezza fisica e mentale. L’uva è un toccasana per l’umore, ricca di vitamina D, vitamina E, zinco e Omega 3. La pasta è ricca di triptofano, precursore della serotonina, l’ormone che regola l’umore. Le banane, ricche di potassio e magnesio, contengono anche il cromo, una sostanza che aiuta a regolare la serotonina. Salmone e tonno sono ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che vanno ad agire sulla serotonina; anche nelle conserve in scatola, sono un vero antidepressivo naturale che va a regolare gli sbalzi d’umore. La carne di pollo è ricca di proteine, con pochi grassi e grazie alla vitamina B6 contrasta malumore e stanchezza. La bresaola ha proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali ed è povera di grassi ed è una buona fonte di triptofano. Il cioccolato è un ottimo cibo antidepressivo e aiuta a ridurre lo stress. L’avena contiene zinco utile a contrastare la fatica e la perdita di energia. Il miele ha proprietà antibatteriche e cicatrizzanti e favorisce la calma. Le lenticchie, infine, sono versatili e nutrienti, con ferro, potassio e fosforo. (ANSA).

Cambio di stagione, i 12 alimenti alleati del buonumore

Dal latte alle mandorle, passando per il tonno e le banane. Un consiglio è quello di assumere i 12 alimenti alleati del buonumore messo a rischio dal cambio di stagione. Quello che stiamo attraversando è infatti un periodo che può procurare a molti mancanza di energia, spossatezza, sonnolenza, malinconia e riduzione della produttività. Ben venga quindi una dieta che contenga ‘i cibi utili’, ossia ricchi di vitamine del gruppo B, ferro, zinco, potassio e magnesio.

Il latte, come tutti i latticini contribuiscono ad attenuare insonnia e nervosismo. La frutta secca è ricca di magnesio, vero scudo contro la stanchezza fisica e mentale. L’uva è un toccasana per l’umore, ricca di vitamina D, vitamina E, zinco e Omega 3. La pasta è ricca di triptofano, precursore della serotonina, l’ormone che regola l’umore. Le banane, ricche di potassio e magnesio, contengono anche il cromo, una sostanza che aiuta a regolare la serotonina. Salmone e tonno sono ricchi di Omega 3, acidi grassi essenziali che vanno ad agire sulla serotonina; anche nelle conserve in scatola, sono un vero antidepressivo naturale che va a regolare gli sbalzi d’umore. La carne di pollo è ricca di proteine, con pochi grassi e grazie alla vitamina B6 contrasta malumore e stanchezza. La bresaola ha proteine, vitamine del gruppo B e sali minerali ed è povera di grassi ed è una buona fonte di triptofano. Il cioccolato è un ottimo cibo antidepressivo e aiuta a ridurre lo stress. L’avena contiene zinco utile a contrastare la fatica e la perdita di energia. Il miele ha proprietà antibatteriche e cicatrizzanti e favorisce la calma. Le lenticchie, infine, sono versatili e nutrienti, con ferro, potassio e fosforo. (ANSA).

 

 

Il Mapo

Il Mapo è un frutto ottenuto dall’incrocio tra pompelmo e mandarino e cresce in zone dal clima caldo e subtropicale. Dal gradevole sapore acido, è ricco di proprietà e adatto ad una dieta dimagrante.

Il Mapo è ipocalorico (solo 31 calorie ogni 100 gr), ha abbondante presenza di vitamina C e vitamina A e del gruppo B. E’ ricco soprattutto di potassio, ferro, iodio, magnesio e acido folico e la presenza di iodio lo rende un valido alleato per i principali problemi connessi alla tiroide. Con pochi zuccheri può essere consumato dai diabetici.

Grazie alla presenza dei flavonoidi, combatte l’invecchiamento cellulare e previene la formazione dei radicali liberi, agisce contro le principali infiammazioni, rinforzando anche il sistema immunitario in vista dei malanni di stagione. Con il suo apporto di Vitamina C è anticellulite: la vitamina C aiuta infatti il drenaggio dei liquidi e favorisce la produzione di collagene, mantenendo la pelle elastica e tonica e combattendo il fastidioso problema della ritenzione idrica!

E’ un frutto anche rilassante: agisce contro i disturbi del sonno, migliorandone la qualità e tenendo a bada l’insonnia e, infine, è adatto per contrastare il colesterolo e abbassando la pressione sanguigna aiuta la circolazione 😉 .

 

Sostituzioni Alimentari: cosa c’è da sapere

Le sostituzioni dei cibi sono importanti. Mangiare sempre le stesse cose e non poter scegliere liberamente quello che piace, non gratifica e fa perdere la motivazione a intraprendere un corretto stile di vita.

Pranzo e cena

È sempre possibile invertire il pranzo con la cena (e viceversa). L’apporto calorico della dieta è bilanciato sull’intera giornata. Quindi è possibile spostare i pasti (spuntini compresi) ad altri momenti della giornata.

L’importante è che si ripartisca sempre i pasti principali e gli spuntini durante l’intero arco della giornata (colazione – spuntino mattutino – pranzo – spuntino pomeridiano – cena – spuntino serale, se previsto) per dare costantemente all’organismo la giusta energia.

Giorni della settimana

È possibile invertire i giorni della settimana nella dieta. L’apporto nutrizionale e vitaminico della dieta è bilanciato sull’intera settimana quindi è possibile invertire i giorni della settimana. È invece importante non ripetere sempre gli stessi giorni per permettere la giusta alternanza degli alimenti. Una dieta sana ed equilibrata deve essere varia.

Dieta in famiglia

Per chi fa la dieta in coppia o nella stessa famiglia: è possibile uniformare le diete per non dover cucinare alimenti diversi per ogni membro della famiglia.

Condimenti e integrazioni

È possibile integrare liberamente una dieta con verdure crude scondite (carote, sedani, ravanelli, finocchi, ecc) da mangiare nei momenti di calo energetico.

Si consiglia di ricorrere sempre a grassi di origine vegetale, prediligendo l’olio extra-vergine di oliva.

L’uso di aromi e spezie è concesso senza limitazioni. Anzi è consigliato ricorrere ad essi per non abusare del sale che, pur non avendo contenuto energetico, andrebbe limitato perché incide fortemente sul normale equilibrio idrico del nostro organismo.

La frutta migliore

È possibile mangiare tutti i tipi di frutta fresca. Bisognerebbe invece evitare la frutta secca che, pur avendo grassi benefici per il nostro organismo, è molto calorica e quindi non va consumata in un regime controllato per non compromettere il dimagrimento.

Fresco o in scatola?

E’ sempre consigliato il consumo di prodotti freschi. È comunque consentito l’uso di prodotti surgelati senza limitazioni. Per i prodotti in scatola si suggerisce, come per il sale, un consumo moderato per non abusare di sodio, alla base della conservazione di questi alimenti. È invece sconsigliato l’uso di prodotti industriali per sostituire prodotti freschi (ad esempio crackers al posto del pane, frutta sciroppata al posto della fresca, ecc).

Rispettare i pasti

È sempre sconsigliato saltare i pasti: la tattica migliore per rimediare a sgarri, lievi o gravi che siano, è riprendere la dieta alla lettera e aumentare l’attività fisica. Sottoporre l’organismo allo stress del digiuno dopo quello dell’abbuffata è controproducente oltre che inutile ai fini del dimagrimento.

Le bevande concesse

Nelle diete ipocaloriche è possibile consumare solo acqua e/o tisane senza zucchero. Il consumo di caffè e/o tè senza zucchero è libero, ma andrebbe limitato per il loro contenuto di caffeina e teina. Il consumo di vino, seppure non controindicato in una alimentazione corretta (in un massimo di mezzo bicchiere a pranzo e cena), andrebbe evitato in una dieta ipocalorica per non compromettere il dimagrimento visto che l’alcol ha incidenza sull’apporto calorico. Il consumo di superalcolici va sempre evitato.

I gruppi di alimenti

Tutti i cibi possono essere sostituiti per gruppi di alimenti mantenendo inalterati i condimenti previsti dalla propria dieta. E’ importante alternare tutti gli alimenti. Questo perché una dieta varia assicura il corretto apporto di tutti i nutrienti e vitamine fondamentali per il nostro benessere.

 

Risultati immagini per sostituzione degli alimenti

InForma Mentis

Ultimi posti disponibili per l’incontro di lunedì 24 settembre ‘InFormaMentis’ tenuto dalle dottoresse Anna Formentin, Nutrizionista, e Valentina Formentin, Psicologa.

Scopriamo insieme lo stretto legame tra alimentazione e psiche per superare i nostri limiti!

Contattaci e prenota l’inizio del Percorso.

 

Cattura.PNG

Ciclo di quattro incontri a cadenza mensile per intraprendere un Percorso di Educazione Psicoalimentare al fine di stabilire un rapporto sereno con il cibo e con se stessi.

La Biologa Nutrizionista Anna Formentin e la Psicologa Valentina Formentin spiegheranno come prendersi cura di sè attraverso un’alimentazione consapevole.
Soffermandosi sugli obiettivi che si vogliono ottenere e sul come fare per raggiungerli, si affronteranno le problematiche che ostacolano il benessere psicofisico.

Gli incontri tratteranno di:

24/09
Stile ALIMENTARE

Consapevolezza dell’atteggiamento nei confronti del cibo. Imparare a prendersi cura di sè stessi attraverso un’alimentazione sana secondo la Dieta Mediterranea e delle abitudini corrette.

——————-

22/10
Obiettivo ALIMENTARE

Mindfuleating: mangiare consapevole.
Perseguire degli obiettivi e dei valori di vita con una nutrizione ad-hoc per qualunque età, sportivi e non.

——————-

19/11
Problematiche ATTUALI

Miti alimentari e quesiti. Emotività a tavola, motivazione al mantenimento evitando l’effetto yo-yo e come affrontare le ricadute senza sensi di colpa.

——————-

10/12
Consigli PRATICI

Imparare a leggere le etichette, coscienza di cosa contengono gli alimenti che compriamo. Rinforziamo i comportamenti positivi!

Per info, prenotazione e prezzi chiamare il numero 3404132126
o inviare una mail a anna.formentin@biologo.onb.it

AFFRETTATEVI POSTI LIMITATI!
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA!

Se hai trovato quest’evento in ritardo non temere!
Metti “mi piace” alla pagina per rimanere aggiornato sui prossimi corsi oppure contattaci direttamente per maggiori informazioni!