#iorestoacasa con #percorsonutrizione

Stiamo vivendo un periodo unico nel suo genere. Molto vicini grazie alle tecnologie, ma il più possibile lontani gli uni dagli altri per evitare il contagio. Impossibile da generalizzare, perché ogni persona lo sta vivendo in un modo unico.

Sicuramente è un momento che rischia di creare ansie, stress e panico, sia che si resti doverosamente a casa o che si debba andare a lavorare. Troppe sono le incognite per quando si esce o nel pensare a quando finirà tutto questo. Repentino è stato il cambiamento della routine quotidiana.

Sappiamo comunque che l’essere umano ha una meravigliosa capacità di adattamento per affrontare tutte quelle situazioni non comuni. Sono questi i periodi in cui bisogna tirar fuori la propria forza interiore, per affrontare le sfide che questo (malefico) 2020 ci pone davanti. Dobbiamo cercare di condurre la nostra vita nel modo più positivo e razionale possibile: non vedere lo stare in famiglia come un peso, ma approfittare del periodo per conoscersi meglio, capirsi e aprirsi, fare delle cose insieme che magari non avremmo mai pensato di fare. Cercare insomma di creare una normalità in una situazione che normale non è.

Queste mie parole vogliono cercare di stimolare tramite un aspetto psicologico, ma anche, parlando nel mio ambito, vogliono aiutare le persone a vivere bene questo periodo di quarantena almeno nell’ambito dell’alimentazione. Inoltre alcuni studi infatti hanno appurato una correlazione tra stress, accesso a cibi altamente appetibili e disturbi alimentari.
Cosa significa questo?

In questi giorni ci viene richiesto di uscire il meno possibile e fare una spesa sostanziosa così da far passare diversi giorni (meglio se 1-2 settimane) dalla spesa successiva. Ciò comporta l’avere una grande quantità di cibo a casa.

Innanzitutto bisogna parlare di organizzazione, ovvero decidere a priori i pranzi e le cene della settimana attraverso un piano scritto (o delle settimane se ci riuscite, qui il fattore quantità delle persone nel nucleo familiare incide molto). Questa è una buona modalità da mantenere sempre, ma in questo momento vi è più utile perché se già decidete cosa vorrete cucinare vi sarà più semplice fare una spesa completa e organizzata. Non scoprirete che vi manca l’ingrediente per cucinare quel piatto, che volevate proprio fare, ed eviterete che la dispensa possa finire troppo presto.

Un altro problema che porta la combo: molto cibo a disposizione e molto tempo a disposizione, è proprio quello di ritrovarsi a mangiare per noia. Non si sa cosa fare e il semplice spuntino di metà pomeriggio si triplica. In sostanza ci si ritrova a mangiare allo scoccare di ogni ora. Non va bene, un fattore importante è mantenere il più possibile gli orari di assunzione dei cibi di modo da non sfasare il nostro orologio biologico. Il corpo è una macchina perfetta e adattabile, se iniziamo a fargli prendere abitudini sbagliate, quando torneremo a lavoro ci sentiremo affamati ad ogni ora.

Terza questione, ma non meno importante, è l’influenza dello stress a cui siamo sottoposti. Purtroppo il fatto che sono ridotti gli affetti con i nostri cari, che siamo lontani dai nostri amici, le paure che ci potrebbero cogliere sia riguardo la salute che il lato economico; sono tutti fattori che potrebbero portarci più vicini ad un aumento e ad una modifica nell’assunzione di alimenti. Rischiamo di sentire il bisogno di dover mangiare dei “cibi confortanti” in risposta ad uno stato emotivo negativo. Assumiamo cibi non proprio sani in maggior quantità, parliamo quindi di dolci, fritti, junk food, …, come se ci stessimo auto-medicando. I dati clinici suggeriscono che alcuni individui possano sviluppare comportamenti simili alla dipendenza dal consumo di cibi appetibili. Sulla base di questa osservazione, la “dipendenza da cibo” è emersa come un’area di intensa ricerca scientifica.

Infine mi rivolgo a coloro che sono dalla parte opposta. Ossia chi ha paura di ingrassare a causa di questa domiciliazione forzata.

Per tutte queste problematiche la soluzione è mangiare nel modo corretto. Una buona alimentazione è la base non solo di una vita sana, ma serve anche a placare tutti quei piccoli problemi che potrebbero arrecare antipatici disturbi quali nervosismo, pesantezza, meteorismo. In questi giorni stressati da figli, mogli, mariti e dalla situazione in generale chi non vorrebbe placare almeno i piccoli fastidi?

Per questi motivi ho avviato un servizio di educazione alimentare a distanza, per tutti coloro che vogliono cercare di mantenersi in forma.
Disponibile tramite videochiamata via skype, hangout, zoom, whatsapp.

Per informazioni, tariffe e orari:
telefonare o scrivere al numero 3475099078
scrivere a info@percorsonutrizione.it

img sito

Luteina contro la degenerazione maculare senile

Donna

La vista è molto importante anche passati i 50 anni!

La degenerazione maculare senile indica una malattia retinica che provoca un’alterazione, una riduzione della funzionalità della zona centrale della retina (la macula) fino a una perdita della visione centrale.

Ovviamente in questa sede non parlerò di tipologie di degenerazione e cure, quello lo lascio a medici oftalmologi.
Resto nel mio campo di studi e parliamo di prevenzione attraverso una corretta nutrizione. 

Recenti studi parlano dell’importanza dell’assunzione di luteina. Questa sostanza non è sintetizzabile da parte dell’organismo e quindi il nostro corpo se la deve procurare attraverso l’alimentazione. Per far ciò bisogna integrarla con cibi ricchi di questa sostanza, come:

  • verdure a foglia verde
  • cavolo verde
  • prezzemolo
  • spinaci crudi
  • broccoli
  • cavolini di Bruxelles
  • lattuga
  • piselli
  • fagiolini
  • mais
  • carote crude
  • pomodori
  • alghe alga(quest’ultime stanno entrando solo negli ultimi tempi nella nostra alimentazione quotidiana. Sono molto ricche di luteina e di altri alimenti e ne approfondiremo più avanti le qualità per imparare ad apprezzarle nutrizionalmente parlando)

 

Come scrive Filippo Cruciani, professore aggregato di Oftalmologia dell’Università La Sapienza di Roma:

La luteina svolge un’importante funzione per la vista. Quando la assumiamo si concentra soprattutto nella macula; qui esercita un’azione antiossidante, va a combattere i radicali liberi e di conseguenza le malattie legate all’invecchiamento. La luteina forma anche i “pigmenti maculari”, ossia i filtri che bloccano la strada alle radiazioni nocive, che riconosce proprio nell’eccessiva esposizione alla luce abbagliante del sole uno dei principali fattori di rischio per la degenerazione della macula. […] In minore quantità, la luteina è presente anche nel cristallino dove parrebbe in grado di contrastare la cataratta, malattia dovuta proprio all’offuscamento di quest’ultimo.

Quindi come prevenzione verso queste patologie oculari nella propria dieta la luteina non può mancare, ma va affiancata anche ad altri antiossidanti come vitamine C ed E, coenzima Q10, licopene, selenio, … e da minerali quali zinco e rame.Concludendo per essere efficace la quantità di luteina giornaliera che dovrebbe essere assunta è di 6 mg (circa 50 g di spinaci crudi). Secondo uno studio condotto dalla Linköping University (Svezia) pubblicato su Food Chemistry riguardo il miglior metodo di assunzione di luteina presente negli spinaci, il risultato è stato il seguente: bere frullati di spinaci.
Dal momento che questa sostanza si scioglie nel grasso, il frullato con una parte vegetale e un’altra di latte o yogurt aumenta la disponibilità di luteina. Se invece vogliamo scegliere di mangiare spinaci come un normale secondo è importante se si presta attenzione alla cottura delle verdure. Parlando di carotenoidi la scelta migliore sarebbe stufarle, ovvero padella con poca acqua se non assente e lasciare che siano le verdure a rilasciare quella che possiedono, fuoco bassissimo e tempo di cottura breve. Cottura prolungata e alte temperature tendono a distruggere i carotenoidi. Diversamente mangiare queste verdure crude limitano l’assorbimento di luteina da parte dell’organismo.
Abbiate cura dei vostri occhi!
Un bacio!