Braccio di FERRO!

spinaci

Era il 17 gennaio 1929 quando in America, in una striscia di Elzie Crisler, comparve per la prima volta Popeye, da noi conosciuto come Braccio di ferro!

Marinaio famoso per aumentare la sua forza mangiando una scatoletta di spinaci. Grazie alla sua comparsa, milioni di bambini in tutto il mondo si sono convinti che mangiare gli spinaci rendesse più forzuti.

Spinaci + Braccio di Ferro = Spinaci ricchi di Ferro

Per i bimbi potevano curare qualsiasi cosa (dalla pellagra ai bulli) e mangiandone abbastanza non avrebbero nemmeno dovuto usare l’apriscatole!
La cosa positiva è che la vista di Braccio di Ferro e degli effetti degli spinaci invogliò i bambini a mangiare più verdure senza che facessero i capricci e ciò migliorò notevolmente la loro dieta.

Purtroppo però vi devo sfatare un mito, ma mamme non serve che i bimbi lo sappiano, se proprio volete svelargli l'”inganno” di Braccio di Ferro aspettate pure l’adolescenza o anche dopo.
Gli spinaci non contengono una grande quantità di ferro. Siamo su circa 3 mg su 100 g di prodotto, parlando di foglie fresche e crude; una quantità decisamente inferiore a quanto si pensava all’epoca.

Ci sono anche altri alimenti che contengono una buona percentuale di ferro, ma elencandoli bisogna fare una distinzione tra due categorie: ferro eme e ferro non-eme.

  • Il ferro eme è facilmente assimilabile ed è legato ad un tipo di proteine (emoproteine). Viene assorbito nella mucosa intestinale da siti specifici; l’assorbimento non è influenzato da altre sostanze. Esso è presente nella carne: fegato, manzo, prosciutto, bresaola, … ; e nel pesce: alcuni pesci, molluschi e crostacei.
  • Il ferro non-eme non è facilmente assimilabile. Diversamente dal ferro eme che viene assimilato tutto e senza influenze, con il ferro non-eme non ci sono meccanismi specifici, l’assorbimento è variabile ed è  influenzato dalla presenza di inibitori che diminuiscono l’assorbimento o promotori che lo aumentano. Gli alimenti che lo posseggono sono frutta e verdura: frutta secca, alghe, cacao, rucola, cavolini di Bruxelles, spinaci, …

 

Il ferro è importante per il nostro organismo perché:

  • è un componente essenziale per la creazione di emoglobina, la proteina che è presente nel nostro sangue ed ha il compito di trasportare l’ossigeno in tutto il nostro corpo.
  • da un apporto alla costruzione di mioglobina; proteina che si lega all’ossigeno delle fibre muscolari, che poi entrerà a far parte di enzimi che contribuiranno a reazioni metaboliche.

Il corpo umano ha bisogno di circa 10-12 mg al giorno di ferro. Possono essere a rischio di carenza di ferro nel sangue: le donne in età fertile, gli sportivi e le persone colpite da disturbi intestinali da malassorbimento o da intolleranze alimentari.

La carenza di ferro può provocare l’anemia sideropenica; può essere asintomatica o manifestarsi con sintomi lievi (pallore, debolezza, vertigini, …). Essendo sintomi abbastanza comuni anche per altri tipi di anemia, le quali non sono collegate alla carenza di ferro, non si deve fare subito ricorso ad integratori di ferro. Prima di tutto bisogna rivolgersi al proprio medico di base con il quale si accerterà se i sintomi dipendono o meno dalla carenza del minerale o da altro e il metodo migliore da seguire: se si può provare con una dieta appropriata o bisogna fare ricorso agli integratori.

Niente fai da te, mi raccomando!

In seguito approfondiremo l’argomento, soprattutto riguardo inibitori e promotori del ferro non-eme.

A presto!

Dalla vostra dottoressa!

braccio di ferro
La foto raffigura una statua eretta a Crystal City, in Texas. Quando vi fu il boom di vendite di spinaci in America, grazie alla creazione di Popeye, i coltivatori di questo paese triplicarono i guadagni. Quindi eressero questa statua a mo’ di ringraziamento.
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L’oro rosso di Treviso

Abitando in Veneto e a poca distanza da Treviso non potevo assolutamente non parlare di questa prelibatezza culinaria: il radicchio rosso di Treviso!

Partiamo da spiegare la differenza tra radicchio rosso precoce e radicchio rosso tardivo.

Il precoce si presenta a foglia larga e rossa con una stretta nervatura centrale bianca. Ha un gusto amaro (non consiglio di mangiarlo crudo, a mio parere è terribile. Però se piace va bene!) se non si prendono degli accorgimenti durante la cottura.
La sostanza amara la si potrebbe togliere lasciando a bagno in acqua fredda le foglie di radicchio qualche ora prima di mangiarle. Però fare ciò comporta, oltre alla perdita per l’appunto del gusto amaro, anche della sostanza che lo crea. Quest’ultima è utile al nostro organismo, perché stimola la produzione di bile e quindi favorisce la digestione, in particolare quella dei grassi; sostiene così l’efficienza del fegato, facendo si che resti sano.

radicchio precoce

Il tardivo ha la foglia più stretta con la parte rossa fine, intorno e sull’apice e la nervatura bianca, larga e croccante. Ha un gusto buonissimo anche crudo.

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Per ulteriori curiosità su come vengono formate queste bontà vi rimando al sito del Radicchio di Treviso. Si parla infatti di creazione perché dopo la crescita della piantina si ha un vero e proprio metodo per formare l’uno o l’altro tipo di radicchio.

A noi però interessa la nutrizione.
Il radicchio rosso come ogni verdura contiene una percentuale molto alta di acqua: il 94%.
Lipidi e colesterolo sono a 0.
Per 100 g ci sono circa 1,4 g di proteine e 2,5 g di fibre.

Il radicchio è un toccasana non solo per fibre e acqua, ma anche grazie all’elevato contenuto di sali minerali e vitamine. In particolare, è ricchissimo di:

  • potassio 240 mg
  • calcio 36 mg
  • fosforo 30 mg
  • ferro 0,3 mg
  • sodio 10 mg

Contiene inoltre molte vitamine:

  • vitamina A
  • vitamina C
  • vitamine del gruppo B
  • vitamina E
  • vitamina K

Energia 13 kcal per 100 g di prodotto.

Grazie all’elevato contenuto di acqua e fibre il radicchio rosso favorisce la funzionalità intestinale e previene la stipsi; inoltre la presenza di inulina permette di mantenere il colon in salute. Sempre l’inulina aiuta a regolare la glicemia e insieme alla presenza di fibra che trattiene gli zuccheri è un ottimo componente di una dieta per diabetici di tipo II.

Gli antiossidanti presenti contrastano i radicali liberi ritardando così l’invecchiamento. Inoltre la Vitamina A aiuta a mantenere la retina sana e di conseguenza una buona vista.

Grazie alla presenza della Vitamina C, il radicchio è benefico sia per l’apparato cardiovascolare con il rafforzamento dei vasi sanguigni; sia per il sistema immunitario soprattutto nel periodo invernale, durante il quale dobbiamo pensare anche a rafforzare le nostre difese.

Contiene triptofano, un elemento utile in caso di insonnia. Ha proprietà analgesiche e sedative. Infine agisce come depurativo e antinfiammatorio.

Vi lascio con un veloce consiglio per utilizzarlo. Con l’inverno forse non si ha molta voglia di insalatone, perché fuori fa freddo e magari preferiamo qualcosa di caldo. Ma io adoro la verdura fresca e usando solo verdura e frutta di stagione mi faccio l’insalatona radicchio tardivo e arancia! E questa volta ho aggiunto anche un po’ di radicchio variegato di Castelfranco.

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Questa insalata io non la condisco. Contando che l’arancia tagliata rilascia un po’ di succo, a mio parere non serve aggiungere nient’altro così da rendere ancora più light il piatto (ma voi potete fare come preferite!).

Potete scegliere sia arance bionde (ad esempio le Navel) oppure rosse. Quest’ultime però daranno ovviamente una nota più aspra.

 

Iniziare una dieta

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Iniziare una dieta è una scelta coraggiosa.

Non significa solo eseguire una ricetta scritta su un pezzo di carta, ma significa prendere un impegno con se stessi.

Non significa solo vedersi più belli e più magri, significa aver rispetto di sé e mirare al proprio benessere.

Non serve solo ad apparire migliori agli occhi degli altri, ma serve a sentirsi soddisfatti e felici del percorso compiuto e dei risultati raggiunti.

E’ una vittoria personale in cui gli altri vengono meno… questo si capisce però solo in un secondo momento, quando si ottiene il risultato e ci si sente forti e fieri di aver conseguito l’obiettivo tanto desiderato. Al termine del percorso sarai tu stesso ad apprezzarti di più e non conterà più l’opinione degli altri che tanto influenzava all’inizio!

E’ una vittoria che va conseguita per il proprio corpo e la propria mente e una gara che solo tu puoi provare a vincere: il piano alimentare è un mezzo, ma il ‘carburante’ lo puoi mettere solo tu ed è fatto di impegno, costanza , forza di volontà e serenità. Come nella vita ci sono alti e bassi, anche un Percorso Nutrizione può non sempre essere facile: questo proprio perché il percorso è parte integrante della vita. E come essa ti pone di fronte a strade diverse.

TU QUALE SCEGLI?

Iniziare una dieta non è un compromettersi,  ma un’opportunità per migliorarsi e stare bene!!

Dott.ssa Anna Formentin

Felice Vigilia e Buon Natale 💝

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Lievito, farina, acqua, zucchero, uova, burro, miele.
Questi gli ingredienti base di pandoro e panettone.
Secondo le leggende il primo nacque a Verona, il secondo a Milano ed esistono diverse storie sulla loro creazione.

 

Il Pandoro si dice risalga ai tempi dell’antica Roma. Il primo a menzionarlo fu uno scrittore minore che risale al I sec d.C., ai tempi di Plinio il Vecchio. Egli cita un cuoco di nome Vergilius Stephanus Senex il quale preparò un “panis” con fiori di farina, burro e olio.
Una seconda versione parla della città di Venezia. Intorno al ‘500 i Mastri Pasticceri erano soliti preparare il Pan de Oro: specialità raffinata ricoperta da sottili foglie d’oro e molto richiesta dai ricchi commercianti. Il Pan de Oro veniva servito in occasioni speciali, nei ricchi banchetti che animavano la vita notturna veneziana e per celebrare le festività.
Secondo altri esperti invece esiste una terza linea di pensiero che afferma la diretta discendenza del Pandoro dal Nadalin: dessert veronese preparato appositamente per il Natale. Nel 1260 venne creata una torta bassa a 8 punte, quindi somigliante ad una stella, ricoperta di glassa. Essa venne inventata in onore dell’investitura a signori di Verona della famiglia dei Della Scala.

Con il Panettone cambiamo regione. Ci spostiamo in Lombardia presso la Corte di Ludovico il Moro nel XV sec. . Un falconiere del Duca, il suo nome era Ughetto, si innamorò follemente della figlia di un fornaio: la bella Adalgisa. La famiglia di lui, però, cercava di ostacolare l’amore che si era creato tra i due ed ei doveva sgattaiolare dall’amata di notte. Così si trovavano mentre ella faceva il pane. Purtroppo il fornaio aveva grossi problemi a causa della concorrenza e il garzone che avevano s’era pure ammalato. La povera Adalgisa si ritrovò sulle spalle ancora più lavoro.
La leggenda vuole, che per mettersi in luce con il fornaio, Ughetto vendette due dei suoi falchi; con il ricavato comprò del burro. Unì il burro all’impasto del pane e vide che la panificazione migliorò. Durante la prova successiva unì anche lo zucchero. Grazie a queste migliorie le vendite migliorarono, Adalgisa si rasserenò e tornò spensierata e felice. Ughetto a sua volta era radioso nel veder così l’amata e per ella nel terzo impasto fece le ultime modifiche: aggiunse uova, cedro candito e, essendo sotto Natale, uva passa. Ottenne un pane gustosissimo che tutti volevano. Il successo fu travolgente e finalmente Ughetto e Adalgisa poterono sposarsi.
Nella seconda leggenda passiamo da Ughetto al piccolo Toni, però luogo e tempo non cambiano: sempre in Lombardia, sempre al tempo del ducato degli Sforza alla corte di Ludovico il Moro. Più precisamente è la sera del 24 Dicembre, la Vigilia di Natale. Tutta la corte sta partecipando ad un pantagruelico banchetto. Si percepisce la gioia della festa, mangiando, bevendo e cantando. Il cibo era ottimo e tutti attendono il dolce, che dopo le fantastiche portate precedenti s’aspettavano un qualcosa di originale e meraviglioso.
Ma quel dolce non lo vedranno, perché s’era bruciato dentro il forno.
I cucinieri avviliti e impauriti dal pensiero delle ire del Duca non sapevano cosa fare.
Ecco però che tra gli addetti alla cucina spunta una piccola figura: uno sguattero di nome Toni. Egli intimidito si avvicina al capocuoco e con un sussurro gli dice che aveva realizzato per sé e i suoi amici un dolce nuovo con gli avanzi di impasto di quello appena bruciato in forno. A quegli avanzi, però, aveva aggiunto uova, zucchero, un po’ di uvetta e del cedro candito. Se lo desiderava poteva darglielo. Il capocuoco accettò dopo aver visto quel bel dolce a forma di cupola e odorato il delizioso profumino che emanava. Lo fa subito portare al Duca e fù proprio la Duchessa a tagliarlo ed assaggiarne il primo pezzo: era ottimo! Tutti ne vanno pazzi, il Duca si complimenta con il cuoco, il quale tace sulla vera paternità di quel dolce. Ma siccome le bugie hanno le gambe corte dopo un po’ iniziò a diffondersi la verità su quel dolce delizioso: e l’è el pan de Toni. Così, come molte parole della nostra lingua, col tempo el Pan de Toni si trasformò in Panettone.

Non so quanto ci sia di vero in tutte queste storie e nemmeno so se in un futuro avremo la risposta di com’è andata veramente. Però a Natale è bello anche sognare e possiamo farlo anche grazie a Vergilius Stephanus Senex, i Mastri Pasticceri Veneziani, Ughetto e Toni.

Mi sono lasciata un attimo prendere da un filone romantico/narrativo più che nutrizionista, mi spiace spero di non avervi annoiato.
C’è anche da dire che pandoro e panettone non sono proprio dei dolci light adatti ad una dieta, però se proprio non ce la fate non rinunciate a mangiarne una piccola fettina. A meno che non abbiate qualche problema specifico, se vi trovate con l’acquolina in bocca davanti ad una fettina di pandoro o panettone mangiatela a cuor leggero. Non fatevi venire il rimorso di averlo fatto. Il vostro palato ne sarà contento, come pure il vostro cervello; si placherà la voglia e voi sarete più tranquilli. Inoltre è giusto godersi il Natale e la felicità di stare senza pensieri insieme a chi si vuol bene … anche a tavola.
Ma tra i due, pensando ad una dieta, quale si potrebbe scegliere? Ovviamente alla fine si seguirà il gusto personale, ma, anche se minima, c’è una leggera differenza calorica tra pandoro e panettone. Qual è il meno calorico secondo voi?
Votate su Facebook!

La risposta dopo Natale! Come ho detto godetevi le feste! 😊 🎅🎄

“Dottoressa, si avvicina il Natale …” (parte 2)

A dieta durante il periodo delle festività natalizie?
Certo che si!

I consigli che mi sento di darvi sono molto semplici:

  • I 2-3 giorni principali con pranzi e cene con parenti e amici godeteveli senza stress!
  • Se sarete voi a cucinare potete scegliere cosa preparare e quindi strizzate l’occhio a qualche ricetta carina, buona, ma allo stesso tempo dietetica!
  • Se invece siete ospiti mangiate tutto quello che desiderate senza pensare se è più o meno grasso o quanti carboidrati può avere, state solo attenti alle quantità; una soluzione potrebbe essere prendere mezza porzione.
  • Evitate la tipica fetta di pane, che si usa mangiare anche solo nell’attesa del pasto, per diminuire la quantità di calorie assimilate (concesso il pezzettino per la scarpetta se il sugo vale, ma solo perché a Natale e siamo tutti più buoni! :p )
  • Cercate (se ci riuscite) di evitare di mangiare pandoro o panettone a fine del pranzo. Aspettate magari metà pomeriggio cosicché quella fetta di dolce diventi lo spuntino durante la tombolata. Mangiatene meno o se ce la fate ovviamente è meglio un buon frutto.
  • Non digiunate! Durante le giornate non festive seguite tranquillamente il piano alimentare dalla colazione alla cena.
  • Non esagerate con le ore in palestra. Se potete fate il normale esercizio fisico; se invece la struttura dove vi allenate è chiusa cercate di fare delle belle passeggiate.

Ora siete più tranquilli per affrontare il Natale e la dieta assieme? 😊

Se avete altri dubbi non esitatemi a scrivermi! 💝

Canditi si o canditi no?

Jpeg

Come ogni anno arriva Natale.
Come ogni anno c’è la scelta: pandoro o panettone?
Come ogni anno parte la “discussione”: panettone con o senza … canditi?

Canditi amati e odiati. Con le dita che si assottigliano, anche se le mani sono da muratore bergamasco. Cerca di toglierli fino alla briciola più piccola. Sbuffando, mentre si tenta di scovarli con lo sguardo, inclinando testa e fetta. Questi infidi esserini che osano essere dello stesso colore della pasta. Infine, tu che rassetti a fine pranzo ti ritrovi il mucchietto sul piattino dell’invitato che non li voleva nel panettone. Accidenti hai sbagliato anche quest’anno!

Ma cosa sono i canditi?

La canditura è un metodo di conservazione di parti di piante commestibili (perché si può candire anche la verdura) mediante immersione in uno sciroppo di zucchero. Nella preparazione avviene uno scambio tra frutta e sciroppo; la prima perde una parte di acqua e trattiene una parte di zucchero dato dallo sciroppo. Questo processo si chiama osmosi.

Nelle culture arcaiche della Cina e della Mesopotamia conoscevano la conservazione mediante zuccheri come sciroppo di palma e miele. Nell’antichità spesso era l’unico metodo di conservazione conosciuto; addirittura gli antichi Romani conservavano il pesce immergendolo nel miele.

I veri precursori della canditura moderna sono gli arabi; essi servivano agrumi e rose candite durante i loro banchetti più importanti. Per questo motivo il termine “candire” deriva dall’arabo qandat, trascrizione della parola sanscrita khandakah (= zucchero). In Europa i canditi arrivano solo nel ‘500, grazie alla precedente dominazione araba. In Italia, come ben sappiamo, diventano un ingrediente cardine di alcuni dei dolci più famosi: panettone milanese e cassata siciliana.

Fonte:
Tradizione in evoluzione – Leonardo di Carlo – Ed. 2013

 

Se siete interessati a come si esegue chiedetemi pure.

Parlando invece degli elementi nutrizionali che li compongono … beh penso che con un semplice grafico possa spiegare tutto in modo immediato.

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La quantità di saccarosio (per intenderci parliamo dello zucchero semolato), glucosio e fruttosio già presente nella frutta, aumenta con la perdita dell’acqua e l’acquisizione degli zuccheri dello sciroppo utilizzato per la canditura.

Gli altri elementi come vitamine e minerali tra calore e lavorazione diminuiscono drasticamente; le quantità diventano quasi ininfluenti.

La frutta candita è abbastanza calorica. Mediamente siamo sui 322kcal per 100 g; si parla di media perché ci sono delle variazioni a seconda del tipo di frutta usata (le ciliegie candite contengono 306 kcal per 100 g di prodotto, mentre l’arancia 313 kcal).

La presenza di molto zucchero facilita la conservazione del prodotto, ma lo rende inadatto a diabetici o persone con problemi di obesità.

D’altra parte sono ottimi durante l’attività sportiva grazie all’alto contenuto di zuccheri semplici! 😀

“Dottoressa, si avvicina il Natale …” (parte 1)

cenone

 

Dottoressa, si avvicina il Natale, non penso sia così corretto intraprendere il percorso adesso”.

 

Pochi giorni fa è venuta in studio una nuova paziente, e durante la visita mi ha espresso questa sua perplessità: l’aver scelto, secondo lei, il momento sbagliato per mettersi a dieta.

Niente di più errato! 😉

Non esiste un periodo favorevole o sfavorevole per mettersi a dieta.

Dieta non deve essere sinonimo di insalata scondita e petto di pollo.

Dieta è seguire un percorso sensato teso verso il benessere e il dimagrimento, senza privarsi del gusto e dello stare insieme a tavola.

Trova il tuo benessere con Percorso Nutrizione!

Sano CON il pesce!

cuorepesceIl pesce, cibo un po’ discusso, sarà un argomento che approfondiremo. Ma intanto iniziamo dalle basi e da un aspetto sicuramente positivo: i suoi acidi grassi omega 3.

Cerchiamo a destra e a sinistra la cura per essere sani in eterno, quando a volte basta semplicemente mangiare in modo corretto. Ovviamente non vi sto dicendo che mangiando tonnellate di pesce rimarrete sani appunto come un pesce, ma sicuramente questo alimento può contribuire ad un invecchiamento sano.

Gli acidi grassi omega 3, soprattutto quelli derivanti dal consumo di pesce, aumentano  di oltre il 20% le possibilità di invecchiare in modo sano. È quanto emerge da uno studio  pubblicato dal British Medical Journal.

Secondo un recente studio Usa, le persone hanno maggiori probabilità di invecchiare senza problemi di salute quando presentano una buona quantità di acidi grassi omega 3 nel sangue.

Gli autori si sono concentrati sul cosiddetto “invecchiamento sano”, ovvero la quantità di anni che le persone subiscono senza sviluppare disabilità o problemi di salute fisici o mentali. I dati esaminati riguardavano 2.622 adulti, che avevano in media 74 anni, seguiti dal 1992 al 2015. Durante l’intero periodo di studio, solo l’11% è invecchiato in maniera sana. Una possibile spiegazione di questo effetto è che gli omega 3 contribuiscono a regolare:

  • la pressione
  • la frequenza cardiaca
  • l’infiammazione

osservano gli autori dello studio.
Precedenti ricerche avevano associato gli omega 3 a:

  • un minor rischio di aritmia (condizione clinica nella quale viene a mancare la normale frequenza o la regolarità del ritmo cardiaco)
  • livello inferiore di lipidi (grassi) nel sangue
  • con meno lipidi nel sangue si avrà un rischio ridotto di formazione di placche arteriosclerotiche che successivamente potrebbero causare l’arteriosclerosi
  • pressione sanguigna leggermente inferiore

 

Sicuramente il pesce fa bene ed, anche per chi non lo ama bisognerebbe provare ad inserirlo nelle pietanze. Iniziare con le piccole quantità è ottimale per abituarsi al gusto. Ne potremmo giovare più avanti!

Come primo tentativo vi consiglio una ricetta molto semplice, adatta anche ai bambini!

 

Polpettine di Merluzzo

Ingredienti:

  • 400g di filetto di merluzzo
  • 1 uovo
  • 10gr di semi di sesamo
  • Prezzemolo q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Farina q.b.
  • Pangrattato q.b.

Procedimento:

Mettere i filetti di merluzzo e il prezzemolo nel mixer e tritate tutto. Versare il composto in una ciotola e unire sale e pepe. Con le mani bagnate formate delle palline. Esse andranno infarinate, passate nell’uovo e alla fine nel pangrattato nel quale avrete aggiunto il sesamo (se vi piace, è un ingrediente facoltativo e sostituibile con altre spezie).

Posare le polpette su carta da forno e versarvi sopra un filo d’olio.

Cuocere a 180° in forno ventilato per 15/20 minuti. Girate le polpette un paio di volte per ottenere una cottura uniforme. Sfornare e servire!

Polpette di merluzzo

Ovviamente il merluzzo è sostituibile da altri pesci tipo sogliola, persico, … che vi piacciono di più.

Per chi è a dieta e deve evitare i grassi è possibile fare queste polpette senza usare le uova. Il pangrattato si attaccherà comunque al pesce grazie all’umidità che contiene naturalmente.

Per chi, come avevamo detto prima, non ama particolarmente il gusto del pesce, si può aggiungere nell’impasto qualche altro sapore che può accompagnare: olive, melanzane, zucca, … anche un po’ di patata lessa. Purtroppo quest’ultima aggiunta equivale ad aumentare i carboidrati del piatto, quindi attenzione a mangiarle nel momento giusto! 😊

Buon appetito!

Marroni&Castagne

Castagne Manera end

Lo scorso fine settimana ho passato un bel pomeriggio tra amici alla Festa d’Autunno organizzata dall’azienda Vitivinicola Manera a Salvatronda di Castelfranco Veneto!

Oltre a poter degustare i loro ottimi vini hanno offerto anche delle caldarroste (buone!)

Uno dei simboli dell’autunno.
Le castagne sono una prelibatezza e possono essere mangiate in molti modi.

Bollite o arrostite, con sotto un bel fuoco crepitante, sulla tipica padella forata.
O
ra che sto scrivendo mi è venuto in mente una scena divertente del film La grande guerra del 1959 diretto da Mario Monicelli, dove un giovane Alberto Sordi interpreta la parte del soldato Oreste Jacovacci durante la prima guerra mondiale. Se non l’avete visto e siete curiosi potete vedere la scena qui!

Comunque sto divagando. Prima di fiondarvi a guardare il film (che ve lo consiglio, è molto bello, ma facoltativo per una corretta alimentazione) vi invito ad imparare quando, quanto e come mangiare questo buonissimo frutto.

Le castagne sono ideali per affrontare con una marcia in più i piccoli problemi stagionali:

  • Sono una ricca fonte di energia, perché sono composte da carboidrati per più del’80%. Ottime per combattere stress e stanchezza, aiutano a recuperare le forze dopo una tipica malattia stagionale, raffreddore o influenza.
  •  Hanno un buon apporto di fibre, quindi vanno bene per regolarizzare l’intestino. D’altro canto se mangiate crude potrebbero provocare cattiva digestione e gonfiore. Quest’ultimo si crea perché le castagne sono ricche di oligosaccaridi (per intenderci sono più zuccheri semplici collegati insieme) che il nostro stomaco fatica a dividere. Però una buona cottura spezzerà i legami rendendo questo frutto più digeribile.
  • Potenziano l’attenzione e la memoria perché ricche di sali minerali, tra cui fosforo e magnesio. Invece il potassio aiuta il buon funzionamento dell’apparato cardiovascolare (cuore, vene e arterie) e neuromuscolari. In parole povere ci sentiremo meno stanchi!
  • Adatte ai celiaci perché non contengono glutine, ma fate attenzione ad alcune castagne secche che potreste trovare al supermercato. L’azienda di provenienza potrebbe aver aggiunto la farina. Leggere bene l’etichetta!
  • Sono di origine vegetale, quindi prive di colesterolo!

Le sconsiglio a chi è diabetico, soggetto ad obesità o soffre di colite!

Conoscendo i benefici, come posso mangiarle senza ingrassare?
Semplicemente consumandone poche, come spuntino tra i pasti principali e massimo 3 volte alla settimana!

100g di castagne crude contengono:

Energia   —
Acqua   55,8 g
Carboidrati   36,7 g
Proteine   2,9 g
Lipidi   1,7 g

Minerali:
Ferro   0,9 mg
Fosforo   81 mg
Calcio   30 mg
Potassio   395 mg 
Socio   9 mg

Non ho messo le kcal perché vi voglio lasciare con un piccolo test su facebook!

Visto che l’apporto calorico varia a seconda del tipo di cottura.
Secondo voi sono meno caloriche bollite e arrostite? 😊

A breve la risposta! :*

Happy Halloween and Buona Zucca!

zucche

Ci avviciniamo sempre più alla festa delle streghe, dei fantasmi e delle zucche!

Ormai siamo ad autunno inoltrato, le foglie di alcuni alberi si sono già tinte di rosso, giallo ed arancione e le temperature si stanno abbassando (anche se da poco quest’anno). Domani fuori da qualche casa compariranno occhi vispi e diabolici sorrisi illuminati dalle candele.

Attenti … guardatevi le spalle … le zucche di Halloween sono lì, ad ogni angolo. Vi osservano. Vi scrutano. Percepite il brivido che vi passa lungo la schiena?

Naaah ok, non sono mai stata tanto brava con le storie dell’orrore. Comunque sia un po’ per moda, un po’ per semplice desiderio di far festa Halloween un po’ di anni fa ha iniziato a spopolare anche in Italia.

A prescindere che vi piaccia o meno, siate d’accordo o in disaccordo volevo soffermarmi su un alimento caratterizzante della serata: … no, non le caramelle 😀 bensì la zucca!

Le zucche hanno un basso apporto calorico grazie ad un’alta concentrazione di acqua nella polpa (94%) e ad una bassissima percentuale di zuccheri semplici.

Come ci ricorda “Nutritevi dei colori della vita”, campagna di promozione e informazione di UNAPROA, ogni ortaggio ed ogni frutto di colore giallo-arancione è ricco di betacarotene. Il betacarotene, ovvero il precursore della vitamina A, è utile per la salute della pelle, delle mucose e della vista.

La zucca inoltre contiene tanta Vitamina C, che aiuta la guarigione delle ferite, attenua i dolori articolari, riduce gli effetti negativi dello stress e previene le malattie degenerative, e tanta Vitamina E.

100g di polpa di zucca gialla e cruda contengono:

Energia   18 kcal
Acqua   94 g
Carboidrati   3,5 g
Proteine   1 g
Lipidi   0,1 g

Minerali:
Ferro   0,9 mg
Fosforo   40 mg
Potassio   202 mg 
Zinco   0,2 mg

Vitamine:
A   599 µg
B   0,03 mg
C   9 mg
D    5 mg
E   1,06 mg
Betacarotene   3594 µg

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A voi come piace mangiare la zucca?
Fatemelo sapere e se avete qualche dubbio scrivetemi!

Buon Halloween e Buona Zucca a tutti!!!

p.s. lo so è anche la festa dei dolcetti e delle caramelle. Qualcuno è concesso, ma senza esagerare! 😉

 

Fonti:
CREA – Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.
BDA – Banca Dati di Composizione degli Alimenti per Studi Epidemiologici