Piramide alimentare. Occhio alla punta!

C’era una volta una piramide alimentare. La sua storia ha inizio negli anni ’50-’60 negli Stati Uniti grazie al medico e nutrizionista Ancel Keys. Amante del nostro paese e delle sue tradizioni, dopo un lungo soggiorno nel sud Italia osservò che l’alimentazione tipica regionale sembrava essere associata ad una riduzione delle malattie cardiovascolari. Da quel momento l’alimentazione che comprendeva l’uso di grassi vegetali, verdura, frutta, cereali (in buona parte integrali), poca carne e tanto pesce (soprattutto sulla costa) venne chiamata dieta mediterranea. Tornato in America iniziò a pensare ad un modo per insegnare questa dieta con un metodo semplice, diretto e facilmente memorizzabile. Capi che un aspetto grafico agevole sarebbe stato essenziale per raggiungere l’obiettivo. Nacque cosa la prima piramide alimentare che rimase pressoché invariata fino agli anni ‘90

Nel 1992 venne introdotta, dal dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda), un rifacimento della prima piramide alimentare. Sono state apportate delle modifiche perché si è visto che essa era troppo schematica. Mancavano delle parti essenziali della mediterraneità ossia: la frugalità dei consumi, la stagionalità delle colture, la convivialità, le cotture poco elaborate, il consumo di alcolici durante i pasti, l’idratazione, l’attività fisica. Così l’Usda ha deciso di modificare la precedente piramide tenendo conto dei nuovi parametri. Nasce la piramide alimentare mediterranea.

Nel 2005 c’è stata una nuova rivisitazione. Le modifiche furono queste: si è creata una netta distinzione tra grassi buoni e insalubri e le carni rosse sono state spostate verso gli alimenti che vanno mangiati meno spesso.

Scegliendo una via simile a quella americana, ma con qualche differenza in Italia il Ministero della salute nel 2003 ha affidato ad un gruppo di esperti il compito di elaborate un modello di dieta di riferimento, coerente con lo stile di vita e le tradizioni italiane.

Nacque così la piramide settimanale dello stile di vita italiana. Elaborata dall’istituto di scienza dell’alimentazione dell’università La Sapienza di Roma. La piramide è costituita da 6 livelli.

Partendo dal “livello” più basso:

  • Acqua e attività fisica, unite a tanta frutta e verdura
  • Carboidrati complessi: pane, pasta, riso, patate, biscotti, …
  • Cibi proteici: carne, salumi, pesce e prodotti ittici, legumi, uova
  • Grassi da condimento: olio, burro e latticini: latte, yogurt, formaggi, ….
  • Bevande alcoliche: vino, birra, …

Dagli anni ’50 ad oggi ci sono stati vari cambiamenti. L’unica cosa rimasta invariata è la decisione di Ancel Keys, di tenere la suddivisione periodica degli alimenti. Quelli posti più in basso dovrebbero essere assunti giornalmente e in maggior quantità; più ci si sposta verso l’alto più ci si dirige verso a cibi che andrebbero mangiati settimanalmente in minor quantità.

nuova-piramide-alimentare

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...